A seguito del post di qualche giorno fa, ecco la risposta formulata dal Prof. Umberto Volta, attuale Presidente del Consiglio Scientifico Nazionale(CSN-AIC):
Non vi è dubbio che la malattia celiaca sia un’affezione che può manifestarsi in qualsiasi momento della vita e nel cui determinismo, a fronte di una predisposizione genetica imprescindibile, presente fin dalla nascita, entrano in gioco fattori ambientali in grado di favorire ed accelerare la comparsa dell’intolleranza al glutine. E’ noto da numerosi studi in letteratura, nonché dall’esperienza personale di chi ha seguito un gran numero di celiaci, che lo stress, la gravidanza e le infezioni intestinali di vario genere (da quelle virali a quelle batteriche e parassitarie) possono essere considerati effetti scatenanti della celiachia.
Le dichiarazioni del Dr. Ghiselli al Velino sulle possibili cause che hanno determinato negli ultimi anni l’incremento delle diagnosi di celiachia non appaiono supportate dall’evidenza né della letteratura né dell’esperienza clinica. Sia l’abuso di alcool (peraltro portatore di ben più gravi conseguenze) che le cure antibiotiche sono in grado di alterare l’omeostasi intestinale favorendo la comparsa di quadri di contaminazione batterica con conseguenti alterazioni della permeabilità, ma queste modificazioni dell’equlibrio intestinale non sono certo in grado di scatenare una celiachia, come affermato nell’articolo in oggetto.
Ancora più perplessità suscita il ruolo attribuito al chitosano (un polimero della N-acetilglucosamina, impiegato come additivo alimentare ed anche come integratore) nella distruzione delle giunzioni fra una cellula e l’altra a livello dell’intestino. Progetti di ricerca presentati nell’ambito dell’Istituto Superiore della Sanità e coinvolgenti note personalità del mondo scientifico da anni impegnate nello studio della celiachia, hanno attribuito tutt’al più un blando ruolo protettivo al chitosano nei confronti dello sviluppo della celiachia ed in ogni caso ne hanno escluso la tossicità per i celiaci.
Infine, pane e pasta rimangono la principale fonte di glutine in grado di causare l’atrofia dei villi della mucosa intestinale del celiaco e, come è ampiamente noto, il loro consumo, al di là di un ipotizzabile maggiore effetto tossico dell’uno o dell’altra, deve assolutamente essere evitato da coloro che sono affetti da celiachia.
Credo che ora sia tutto chiaro!
Scritto da letizia saturni alle 19:18, in Celiachia in pillole, Senza categoria
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