Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

Archivio della Categoria 'Celiachia in pillole'

3 Agosto 2008

Celiachia e patologie cardiovascolari

Alcuni autori vedono una relazione pericolosa e negativa; altri invece vedono un miglioramento e sicuramente non vedono la degenerazione delle patologie cardiovascolari, grazie alla dieta senza glutine.

E’ ormai ben noto che le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo (1) e in particolare negli USA (2). Dunque il celiaco con problemi cardiovascolari non è sicuramente solo!

Questi i disturbi cardiovascolari più comuni che possono essere connessi, direttamente o indirettamente, al glutine e quindi alla celiachia:

Vasculopatia aortica - vasculopatia è l’infiammazione di qualsiasi vaso sanguigno, ma in questo caso ci si riferisce alla aorta toracica, alla aorta addominale o entrambe. Questa condizione porta a ipertensione, crampi e/o dolori alle gambe e ai piedi. La causa è la diminuzione del flusso sanguigno. La dieta senza glutine, se il soggetto è celiaco, aiuta il controllo della vasculopatia.

Aterosclerosi - aterosclerosi è l’indurimento e l’ispessimento delle arterie. Questa condizione è sempre più frequentemente associata alla celiachia. L’aterosclerosi è causata da elevati livelli di omocisteina dovuti alla carenza di acido folico, vitamina B12 e vitamina B6; elevati livelli di colesterolo LDL ossidato a causa di deficit di antiossidanti; ed infine da elevati livelli di trigliceridi. La dieta senza glutine modifica positivamente le carenze nutrizionali con conseguente normalizzazione dei livelli di omocisteina, colesterolo LDL e dei trigliceridi.

Ecchimosi (facilità alla formazione di lividi) - comune nelle persone con la malattia celiaca non trattata. E’ caratterizzata da sanguinamento superficiale sotto cute in seguito a traumi. L’ecchimosi è legata a deficit di vitamina K e si risolve rapidamente con la dieta senza glutine: infatti i livelli di vitamina K tornano nella normalità.

Epistassi (sangue dal naso non giustificato) - comune nelle persone con celiachia non trattata. E’ caratterizzata dalla fragilità dei vasi sanguigni nel naso o anormale coagulazione del sangue. Le cause possono essere carenze di ferro, vitamina C e vitamina K. Anche in questo caso nel celiaco la dieta è risolutiva.

Ipertensione reversibile - quando la pressione arteriosa è cronicamente elevata a causa di elevati livelli di omocisteina. Elevati di omocisteina nel celiaco non a dieta si hanno a causa di carenze di acidi grassi omega-3, acido folico, vitamina B6 e vitamina B12. Eliminando il glutine migliora il controllo dell’ipertensione reversibile.

Angina pectoris - angina pectoris è caratterizzata da dolore substernale. E’ il risultato di un insufficiente flusso di sangue e di ossigenazione a causa di arteriosclerosi dovuta a carenze nutrizionali tipiche della celiachia (acido folico, acidi grassi omega-3, selenio, vitamina B6, vitamina B12 e vitamina E). L’angina pectoris risponde ad una dieta senza glutine.

Cardiomegalia - degenerazione e gonfiore delle fibre muscolari del cuore. Si è osservato un aumento della frequenza di cardiomegalia nelle persone con celiachia non trattata. La principale causa è una carenza di vitamina B1 (tiamina), deficit colmato dalla dieta senza glutine.

Cardiomiopatia dilatativa idiopatica (ICDM) - recenti studi hanno evidenziato che la celiachia è presente nel 5,7% delle persone con IDCM. L’IDCM è spesso associata a celiachia non trattati o non trattata correttamente (dieta poco rigorosa). Nell’ICDM il cuore non svolge più correttamente la sua funzione di pompa. Questa condizione è caratterizzata da debolezza, dispnea, tachicardia e edema. Il quadro migliora quando la dieta è seguita adeguatamente.

Coronaropatia - una condizione in cui si formano placche (deposito di acidi grassi e cellule) nelle arterie del cuore. E’ conseguenza dell’aterosclerosi a sua volta causata da deficit di acido folico, acidi grassi omega-3, selenio, vitamina B6, vitamina B12 e vitamina E. Una rigorosa dieta senza glutine, risolvere le cause di aterosclerosi, principlae fattore di rischio per coronaropatia.

Fonte: Recognizing Celiac Disease

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28 Luglio 2008

L’amido resistente aumenta l’apporto in fibra alimentare

Questo quanto concluso da un gruppo di ricercatori polacchi del Department of Carbohydrates Technology, Agricultural University of Cracow.

Lo studio - pubblicato su Food Hydrocolloids (Elsevier) online ahead of print - è stato condotto sperimentando diversi tipi di pane gluten-free in genere caratterizzati da un apporto in fibra alimentare inferiore rispetto ai loro equivalenti con glutine. I principali ingredienti del pane senza glutine sono: amido di mais, fecola di patate, gomma di guar, pectina, liofilizzati di lievito, saccarosio, sale, olio vegetale e acqua.

Nella sperimentazione l’amido di mais e la fecola di patate sono stati sostituiti rispettivamente da amido di mais resistente e amido di tapioca resistente nelle percentuali 10, 15, 20 e 50.

Il pane così ottenuto ha un quantitativo di fibra vegetale (solubile e insolubile) superiore. Il più elevato contenuto ottenuto è stato 6.3g/100g vs 3,2g/100g di pane con glutine tipo 00. Inoltre migliorano le proprietà reologiche, le proprietà sensoriali e tecnologiche (buona struttura della mollica e buona consistenza).

Cos’è l’amido resistente (resistant starch)? E’ un amido resistente alla digestione, pertanto non può essere assorbito ed utilizzato dall’organismo ma può essere utilizzato dalla microflora intestinale e svolgere ruoli fisiologici. Nel 1990 dall’American Association of Cereal Chemists e dell’American Academy of Scinces, l’amido resistente ed altre sostanze (frutto-oligosaccaridi, amino-zuccheri non digeribili, oligosaccaridi di sintesi chimica) sono state incorporate nella frazione di fibra “non digeribile“.

Perchè questo interesse verso il contenuto di fibra alimentare? Perchè il contenuto di fibra vegetale nei prodotti senza glutine è scarso e perchè numerosi studi hanno dimostrato i suoi molteplici effetti positivi sulla salute. Rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumenta la velocità di transito intestinale; regola i livelli di glucosio nel sangue dopo un pasto; abbassa il colesterolo….

Un consiglio: è fondamentale per il celiaco aumentare il consumo di frutta, verdura, ortaggi e legumi fonti naturali di fibra. Almeno 5-6 porzioni al giorno.

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17 Luglio 2008

Estate… tempo di mangiar fuori casa!

Un po tutto l’anno ma in particolare in estate ci sono più occasioni per mangiare fuori casa.

Quanti si ritrovano in quanto mi è stato detto da FB? Il problema della dieta senza glutine non si sente tra le pareti domestiche ma fuori. I prodotti senza glutine sono sempre in aumento e la scelta è sempre più ampia ma i locali informati (pizzerie, ristoranti, gelaterie, BAR) non sono così numerosi e neanche uniformemente distribuiti sul territorio nazionale.

Più volte abbiamo discusso del meracato senza glutine e l’ultimo aggiornamento ci dice che il numero delle Aziende a marchio Spiga Barrata sono oggi 55 con 680 prodotti vs le 21 Aziende del 2004 con soli 100 prodotti. Analogo incremento è stato registrato per le Aziende inserite nel Prontuario degli Alimenti. Nel 2008 352 Aziende con 8612 prodotti vs le 246 del 2004 con 4609 prodotti.

L’alimentazione fuori casa? Anche in questo caso i dati sono incoraggianti! Nel 2005 le strutture del Network AIC erano 816 (619 ristoranti, pizzerie, hotel; 181 gelaterie e 16 B&B) oggi sono 1450 (1120 ristoranti, pizzerie, hotel; 260 gelaterie e 70 B&B).

Altri progetti si sono conclusi con: Aziende dei buoni pasto (BuonChef, TicketRestaurant e Qui!Ticket) - Costa Crociere (Costa Concordia, costa Serena, Costa Marina, Costa Mediterranea e Costa Victoria) - MSC Crociere - Novotel (7 strutture) - Summercamp Kid’s World (Tenuta dei Ciclamini - Umbria) - Bar (4 in Emilia Romagna e 1 Trentino).

Alcuni progetti sono a riposo quali ad esempio CAMST, Vending e GG&G gelaterie. Altri sono in continua evoluzione: MCDonald’s, Sarni, Metha Hotel e UNI ed infine altri ancora sono in programmazione per 2009.

Mi sembra - dunque - che anche in questo ambito le cose stiano migliorando! Non dimentichiamo comunque che è possibile sempre trovare qualcosa da mangiare che sia naturalmente privo di glutine. Vale sempre la regola di presentarsi e di dare alcune semplici indicazioni a chi ci preparerà il piatto.

Vi segnalo anche questa categoria il cui autore è Angelo Recchi un tour-leader specializzato in viaggi enogastronomici seri per le Marche!

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4 Luglio 2008

Stress e celiachia

Si, lo stress - termine molto usato e di difficile definizione - sembra giocare un ruolo importante nel slatentizzare la celiachia.

Un trauma, la gravidanza o una forte attivazione emozionale spesso inducono all’esordio concomitante e appena successivo della celiachia.

Studi di neurogastroenterologia (1) hanno evidenziato una stretta relazione tra stress fisiologico e/o fisico e una alterata funzione barriera della mucosa intestinale. Alcune molecole coinvolte nei fini meccanismi responsabili del danno mucosale tipico della celiachia, sono indotte dallo stress.

Emerge dunque che la celiachia è il risultato di complesse interazioni fra una moltitudine di fattori endogeni, esterni ed ambientali. Non è dunque necessaria solo l’esposizione al glutine.

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28 Giugno 2008

Studi recenti

Un breve report sui recenti lavori che riguardano la celiachia.

1. AVENA - uno studio spagnolo ha evidenziato la presenza di contaminazione da segale -grano e orzo in 134 prodotti a base di avena.

2. GRAVIDANZA E ABORTO SPONTANEO - uno studio italiano ha concluso che la maggior parte delle donne celiache possono avere una gravidanza con esito positivo seguendo una corretta e rigorosa dieta senza glutine anche se la malattia celiaca è spesso causa di aborto spontaneo ricorrente.

3. ANSIA E DEPRESSIONE- uno studio italiano ha messo in evidenza una elevata frequenza di ansia e depressione tra le persone celiache. Dal confronto tra 40 pz. celiaci e 50 soggetti non celiaci è emersa una maggiore prevalenza (70% vs 16%) di social phobia. Ulteriori studi sono necessari per chiarire la relazione con alcuni fattori di rischio quali l’insuccesso lavorativo, la scuola….

4. TEST SALIVA (RIA tTG-Abs) - uno studio italiano ha dimostrato che la ricerca della trasglutaminasi tissutale sulla saliva può essere utilizzata non solo per la diagnosi della malattia celiaca ma soprattutto per monitorare la compliance alla dieta senza glutine.

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19 Giugno 2008

Notizie sulla celiachia

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Dal 17 al 22 maggio a Chicago si è tenuta Digestive Disease Week (DDW) 2008. Tante le novità presentate ma in particolare il Prof. Alessio Fasano ha fatto il punto della situazione sulla celiachia. News on Celiac Disease: where are we? Where are we going?

Qualche nocciolo emerso alla DDW2008

1. La malattia celiaca è ora considerata una malattia autoimmune provocata dalla ingestione di glutine e/o proteine simili di altri cereali quali orzo, segale… in soggetti geneticamente predisposti.

2. Tre studi pubblicati su Gastroenterology, 2008 (a breve l’uscita) hanno evidenziato che la permeabilità intestinale gioca un ruolo importante nel meccanismo patogenetico della celiachia. Ciò aiuta a spiegare perché circa il 30-40% della popolazione mondiale ha la combinazione HLA DQ2/DQ8 e nonostante tutti siano esposti al glutine, solo l’1% sviluppa celiachia.

3. Un gruppo italiano ha ipotizzato che anche il microbiota intestinale (ecosistema) possa giocare un ruolo importante nella patogenesi. Si è visto che l’ecosistema duodenale dei bambini con malattia celiaca esposti al glutine è profondamente diverso da quello dei bambini con malattia celiaca trattati con dieta senza glutine.

4. Molti soggetti riferiscono che i loro sintomi migliorano quando seguono la dieta senza glutine, pur avendo escluso la celiachia. Ora c’è una crescente evidenza clinica, ancora in attesa di ulteriori studi di convalida, che si possa parlare di sensibilità al glutine, una nuova forma di reazione alimentare. Dati preliminari presentati quest’anno suggeriscono che questa forma possa essere collegata all’attivazione del sistema immunitario innato, senza il coinvolgimento della risposta del sistema immunitario adattativo.

5. Dati preliminari di uno studio italiano hanno evidenziato che il ritardo di introduzione del glutine in neonati geneticamente predisposti alla celiachia gioca un ruolo di protezione per la comparsa della stessa.

6. Ancora oggi la biopsia rimane il glod standard per la diagnosi della celiachia ma un report di un gruppo argentino ha evidenziato che in alcuni casi un accurato algoritmo della sierologia potrebbe essere sufficiente per la diagnosi. Forse potrebbe riaprirsi il dibattito sui criteri per fare corretta diagnosi di celiachia.

Il lavoro ora continua anche sulle nuove terapie mediche oltre la dieta senza glutine.

Gli studi sono stati elegantemente riassunti dal Dr Khosla nel suo intervento alla DDW 2008, dal titolo State of the Art Lecture. Presto ne discuteremo….

Fonte: News on Celiac Disease: Where Are We? Where Are We Going?

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16 Giugno 2008

A lezione di celiachia

Qualche giorno fa…. un seminario per gli specilizzandi della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione dell’Università Politecnica delle Marche dal titolo: il villaggio globale della celiachia.

Lo spunto viene dall’omonimo libro scritto dal Prof. Catassi, Prof. Fasano e Prof. Corazza. Ecco i punti toccati…..

L’intolleranza al glutine nasce nel Neolitico e si espande con il diffondersi delle pratiche agricole per arrivare a colpire oggi l’1% della popolazione. E’ un villaggio globale che include Europa, America del Nord, parte dell’America del Sud, l’Australia e Paesi in via di sviluppo: Nord Africa, Medio Oriente e India. Il primato spetta però ai Saharawi - originari del Sahara occidentale - tra i quali la diffusione supera il 5%.

La storia della medicina offre pochi e sfocati indizi sull’origine della celiachia ma sembra che era già nota nel Neolitico. L’ingresso ufficiale nella nosografia medica è più recente: 1888 con Samuel Gee. Non esistono segni specifici di celiachia nelle parti corporee (scheletro e denti) che più spesso sono oggetto di studio dei paleontologi.

J.F. Simoons - studioso di geografia della nutrizione - ha elaborato una teoria secondo la quale l’attuale andamento della celiachia rispecchierebbe l’avanzamento della pratica agricola dall’Oriente all’Europa.

Lo studio della pandemia del Saharawi ha bene evidenziato come l’ambiente (il glutine) possa influenzare l’assetto genetico. Il modello celiachia molto insegna sulle relazioni tra geni e ambiente e su ciò che accade quando queste relazione non funzionano correttamente.

Oltre allo stretto binomio geni-ambiente (glutine) oggi un terzo elemento è stato inserito nello spiegare il meccanismo patogenetico della celiachia: la perdita della funzione barriera da parte della mucosa intestinale.

La celiachia è un vero camaleonte, tante sono le sue manifestazioni, soprattutto in età adulta.

Poichè la celiachia dipende da una interazione complessa e dinamica tra molteplici fattori genetici e ambientali, come accade per l’obesità o per l’ipertensione, è logico pensare ad una prevenzione primaria (allattamento al seno prolungato; introduzione posticipata dei cereali contenti glutine; utilizzo di varietà di frumento a ridotta tossicità…..).

Essendo ormai ben noto il maccanismo molecolare della celiachia è possibile anche pensare a strategie terapeutiche diverse dalla dieta senza glutine (endopeptidasi batteriche; deplezione di cellule T; cereali a bassa tossicità…….).

Qui il materiale!

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20 Maggio 2008

Status quo del gluten-free

L’AOECS ha appena celebrato la Giornata Internazionale della Celiachia. In Europa 2 su 10 sono celiaci (1).

Per l’occasione è stato presentato - da un gruppo di studenti - questo simpatico video. Buon divertimento!

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12 Maggio 2008

Che cos’è il glutine?

Più volte abbiamo parlato del glutine - fattore ambientale della celiachia - delle sue fonti e delle sue applicazioni.

Ora un video per riassumere in modo corretto e semplice tutte le informazioni. E’ però in lingua inglese!

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8 Maggio 2008

Storie di vita e di malattia

Cleto Corposanto - presidente dell’AIC Trentino - mi ha segnalato l’avvio di una sua ricerca sociologica che mira a verificare la perdita di capitale sociale e relazionale associata alla celiachia.

Queste le sue parole…..
Come tutti coloro i quali soffrono di celiachia sanno, l’intolleranza provoca anche problemi di natura sociale e/o relazionale. Come sapete di professione sono un sociologo e un ricercatore, e fra i temi che mi interessano vi sono anche quelli legati in generale alla Sociologia della salute. Attualmente sto lavorando ad un progetto che riguarda proprio i rapporti fra celiachia e capitale sociale (ovvero la ricchezza delle relazioni che ciascuno di noi può intessere con soggetti della società), progetto che si sviluppa attraverso la raccolta di una serie di “storie di vita e di malattia celiaca”. Chiedo quindi a tutti coloro i quali vogliano collaborare con la ricerca di predisporre un testo di lunghezza a scelta (indicazione di massima: da due a cinque/sei cartelle dattiloscritte) sulla base di un breve elenco di spunti che possono servire a tracciare la storia richiesta. Vi chiedo quindi di dedicare un po’ di tempo a questa ricerca, garantendovi naturalmente – come in tutte le ricerche scientifiche – l’anonimato completo. Le schede sono infatti anonime e verranno lette ed analizzate solo da me a fini scientifici. Credo che gli aspetti medici della celiachia siano assolutamente importanti, ma forse troppo poco ancora si fa sul versante delle relazioni e della vita quotidiana di tutti noi.

Se avete piacere di collaborare potete inviate la vostra storia via mail , anche con un indirizzo da cui non sia possibile risalire alla identità del mittente.

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