Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

16 Novembre 2007

Farro permesso ai celiaci?

Eccomi qui, dopo aver riordinato gli appunti.

Una tavola rotonda che ha dato la possibilità di affrontare aspetti nuovi dei cereali e della ricerca per la celiachia. Nuove ed accativanti le acquisizioni presentate dal prof. Norberto Pogna dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura (CRA) – sezione genetica applicata – di Roma. Si è parlato poi di cereali minori, adatti ai celiaci perché privi di glutine e interessanti da un punto di vista nutrizionale.

Dividerò il resoconto in due momenti e sia per importanza che correttezza e … anche ospitalità ho scelto di iniziare con quanto presentato dal Prof. Pogna. Nel prossimo post condivideremo cosa ho presentato…. intanto l’abstract.

Questa volta non ci sono novità in campo medico (diagnosi, terapia….) ma in campo agronomico. L’attenzione è sul farro e frumenti antichi (grano monococco e spelta).

I frumenti vestiti (cioè il chicco o cariosside è racchiuso da un rivestimento – glume – anche dopo trebbiatura) quali spelta, grano monococco e farro sono stati per circa 10.000 anni alla base della cerealicoltura dei Paesi del Mediterraneo. Semi di grano monococco sono stati ritrovati nello stomaco dell’uomo di Similaun dell’età del Rame. Successivamente sono stati sostituiti da cereali nudi quali il grano duro e grano tenero. Questi cominciarono a prevalere, si ottenevano farine che per semplice mescolamento con acqua, permettevano la produzione di prodotti trasformati sicuramente più allettanti rispetto ai semi. E allora…..

E allora guardando la storia della celiachia e della cerealicoltura e sapendo come la prima abbia una stretta correlazione con l’ambiente (il glutine dei cereali) si è pensato di studiare la genetica, le caratteristiche di questi cereali antichi per cercare di spiegare la tossicità dei cereali.

Al momento la sperimentazione è in vitro ma è stato evidenziato che il grano monococco e alcune linee o varietà di farro manifestano una bassa o nulla tossicità ed immunogenicità per il celiaco (1).

Sono stati trovati frammenti proteici in grado di contrastare l’effetto tossico del glutine. E’ un piccolo frammento di 10 aminoacidi (QQPQDAVQPV), presente in alcune varietà di farro, che è in grado di non scatenare la reazione tossica nel soggetto celiaco (a breve su Journal of Plant Interactions).

Ma c’è anche un’altra novità. Lo stesso peptide è presente in quantità eccezionalmente elevate nei legumi quali fagioli – in particolare il fagiolo dall’occhio – lenticchia, fava, cicerchia e il pisello (Pisum sativum).

ATTENZIONE non arriviamo a facilli conclusioni: “il farro è permesso ai celici” e “cereali e legumi sono un’ottima formula per eliminare la tossicità dei cereali“.

Il farro rimane non permesso ai celiaci ma presto la ricerca passerà in vivo, cioè selezionate le linee a bassa tossicità verranno somministrate ai celiaci. Allora si avrà riscontro di ciò che è stato accertato in vitro.

Sicuramente la dieta dell’uomo mediterraneo, basata su frumenti e derivati a bassa tossicità e legumi, ha contribuito - per molti secoli – a ridurre gli effetti negativi del glutine. Dunque ancora una conferma della validità della Dieta Mediterranea.

Presto i cererali minori!

2 Commenti a “Farro permesso ai celiaci?”

  1. […] Qui la partenza del progetto. Vi racconterò….. […]

  2. Semplicemente magnifico.Complimenti.Scoperta solo ora,attingerò quotidianamente a questa importantissima fonte di salute …
    GRAZIE.-

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