Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

4 Settembre 2007

Bio o non Bio, questo il dilemma

Altroconsumo con il test su alimenti biologici trasformati ha evidenziato che non sempre gli alimenti con marchio di certificazione biologica sono migliori dei prodotti convenzionali. “Più naturali”, “di qualità migliore”, “senza sostanze contaminanti” sono i pregi che fanno avvicinare il consumatore agli alimenti biologici piuttosto che a quelli da agricoltura convenzionale, ma è tutto vero?

6 le categorie merceologiche presentate. Una sfida lanciata e …. raccolta! Aumentiamo la casistica guardando, ad esempio, qual’è la realtà dei prodotti gluten-free con marchio Bio.


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Avevamo già parlato dei cereali di prima colazione e avevamo anche già parlato di come il biologico stia entrando nel mercato del senza glutine.

Esamineremo diverse categorie merceologiche partendo dai prodotti per la prima colazione: cereali - biscotti frollini e secchi - fette biscottate.

I cereali. I prodotti considerati sono cereali di solo mais. Due le formulazioni: con glutine e gluten free; due le variabili cioè da agricoltura convenzionale e biologica. In tabella i valori nutrizionali e il prezzo al chilo.

Prodotto Proteine Carboidrati Grassi Fibra Sodio

Costo Euro/Kg

Corn Flakes Kellog’s
6,61 87,11 0,59 2,5 0,7 6,24
Corn Flakes - Fitness

8 79,8 1,3 5,1 0,5 7
Bio Corn Flakes - Cerealvit
11 76 4 7   9,5
GLUTEN-FREE

           
Corn Flakes - Pauly
8 82 1     18,24
Bio Corn Flakes Cerealvit

10,3 81,7 1 0,3 0,3 10,66
Bio Corn Flakes Giusto
8 83,1 0,9 2   15,60

Il contenuto di carboidrati e fibra nei Bio è migliore rispetto a quello dei cereali da agricoltura convenzionale. Non è così per il contenuto in grassi. I cereali da agricoltura biologica hanno circa il 3% in più: 4g su 100 per i bio vs 0,59g e 1,3g degli altri.

E i Bio gluten-free? Non ci sono differenze sostanziali. Hanno un maggior contenuto di fibra alimentare ma hanno anche un po più di carboidrati.

Guardando sempre i valori nutrizionali una nota di merito va ai cereali per la prima colazione gluten-free infatti hanno la meglio sia sul prodotto con glutine da agricoltura convenzionale che Bio.

Analoga considerazione non si può fare da un punto di vista economico. I prodotti gluten free costano circa 2-3 volte di più rispetto all’equivalente con glutine. Da notare che i Bio gluten-free costano meno di quelli da agricoltura convenzionale: 10,66 o 15,60 euro/Kg contro 18,24 euro/Kg. Strano, no?

Sembra dunque che la scelta Bio non sia poi così vantaggiosa per la salute; piuttosto fa bene all’ambiente. Il consumatore, celiaco e non, è bene inoltre che sappia che scegliendo Bio fa una scelta non sicuramente salutista ed economica ma piuttosto etica o politica o forse religiosa.

A breve guarderemo i biscotti per la prima colazione. Potete collaborare alla ricerca inviandomi le vostre segnalazioni.

3 Commenti a “Bio o non Bio, questo il dilemma”

  1. Sembra interessante, è un articolo di risposta “Bio che bluff”…

    ti trovi in: Rassegna Stampa

    Scoop di agosto: se a bluffare non è il biologico
    Li alimenti biologici hanno più antiossidanti, più nutrienti e meno sostanze tossiche. Le ricerche concordano, scrive l’Espresso, citando uno studio americano che “lascia poco spazio ai dubbi”: dal confronto ultradecennale dei sistemi di coltivazione, “la supremazia del biologico è emersa con chiarezza”. Di più: “si è potuto notare che la qualità del suolo bio migliora nel tempo, e con essa i suoi prodotti”. Diversi altri studi, continua “mostrano che pesche, mele e kiwi biologici hanno consistenza maggiore, e più sostanze nutritive e antiossidanti quali zuccheri, vitamina C, beta carotene e polifenoli”. Anche il nostro “Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ha rilevato la superiorità nutritiva di pesche, pere, susine e arance biologiche”. “I rischi legati ai pesticidi sono aggirati mangiando biologico”, indirettamente, evitando l’inquinamento, ma anche direttamente, evitando l’ingestione di sostanze tossiche. C’è di che far gonfiare d’orgoglio il petto dei 45.089 agricoltori biologici italiani che coltivano 1.147.459 ettari - più dell’intera Regione delle Marche - senza un grammo di pesticidi chimici di sintesi e le 4.734 aziende di trasformazione e distribuzione specializzate, numeri che ci collocano al primo posto nella classifica europea dell’agricoltura pulita. Ma le belle notizie non fanno vendere copie, e L’Espresso, in barba alle analisi che dimostrano l’assenza di residui degli insetticidi rilevati invece in parte dei prodotti non bio, un minor contenuto di grassi, zuccheri e sale, il 21% di frutta in più nelle confetture (a un prezzo superiore solo del 16,5%), ha ben pensato di sparare nella sua ultima copertina d’agosto il titolo d’effetto “Bio, che bluff’. Con l’arrivo di una donna alla direzione, L’Espresso non piazza più in copertina le procaci bellezze che erano uno dei sui marchi di fabbrica. Le imprese del settore biologico sono sinceramente femministe, ma al posto dell’ultimo becero e fasullo “Bio che bluff’ avrebbero quasi preferito un ritorno aH’old style…

    fonte: Il Salvagente data di creazione: 31/08/2007

    saluti

    k.

  2. Letizia, ti va di riportare quando avrai tempoanche gli ingredienti? ciao

  3. Si, per quanto riguarda gli ingredienti non ho detto nulla perchè avevo già detto qualcosa nel post citato. Inoltre nel caso del gluten-free compare solo mais (Pauly aggiunge sale iodato e sciroppo di elianto)negli altri idem fatta eccezione per l’aggiunta in vitamine e minerali.

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