Novità dalla ricerca ….
Come non parlarne, ieri pomeriggio intorno alle 14.00 il primo comunicato e poi a seguire le principali testate on-line e/o siti internet (1) hanno parlato di questa novità in campo tecnologico.
Si, non è una terapia, non è un nuovo esame veloce e poco costoso per migliorare la diagnosi, non è un nuovo prodotto, non è un farmaco, ma è un meccanismo enzimatico in grado di mascherare le sequenze tossiche del glutine.
Come?
Lo studio è stato condotto da Mauro Rossi, primo ricercatore all’Istituto di Scienze dell’Alimentazione (Isa). Stesso Istituto che qualche mese fa abbiamo conosciuto parlando dell’IL10 con la dottoressa Carmen Gianfrani.
Questa volta il punto di partenza è stato l’osservazione del danno intestinale nel soggetto celiaco causato da una anomala risposta immunitaria.
Sono i linfociti T che, nei soggetti geneticamente predisposti alla celiachia, reagiscono alla presenza di glutine con la secrezione di molecole pro-infiammatorie. Solo determinate sequenze del glutine entrano in gioco, ma questo lo sapevamo già. E’ la sequenza Glutamina-Glutamina -Prolina-Fenilalanina-Prolamina che nell’intestino del celiaco, viene riconosciuta dai linfociti T, cellule del sistema immunitario, scatenando una risposta anomala.
Ecco la novità: il gruppo di ricercatori chimici ed immunologi, hanno messo a punto e brevettato una metodologia innovativa per mascherare il glutine ai linfociti T.
Spiega Rossi che tale metodologia, validata da studi biocgimici ed immunoligi, è in grado di bloccare preventivamente il riconoscimento attraverso un processo enzimatico da effettuare direttamente sulla farina. E’ possibile formare nuovi legami con altri aminoacidi modificati, mascherando così le regioni, responsabili della tossicità.
E’ anche facile da realizzare poichè il procedimento non implica l’utilizo di nuovi ingredienti infatti sono sostanze già utilizzate nell’industria alimentare.
Sembra che neanche i celiaci abbiano conseguenze poichè i nuovi legami introdotti nella molecola di glutine rimangono intatti nell’intestino, mentre sono poi scissi a livello renale senza accumularsi nell’organismo.
Sicuramente molto interessante infatti alimenti ora vietati diventeranno permessi: pasta, pane, pizza…… ma che sostanze sono? A che punto è la ricerca in vivo o è già in vitro? A quando la commercializzazione di questi "nuovi prodotti"?
Speriamo presto di avere qualche risposta.
ps. ancora una volta qui - dopo il Rotavirus, l’IL-10, il frammento 10-mer …. - non c’è traccia.




Grazie per la puntualità delle tue comunicazioni, siamo sicuri che tu ci terrai informati piu’ di quanto non faccia chi dovrebbe farlo: ma che ci stanno a fare, dico io?
Scritto da giovanni migliaccio, il 26 Giugno, 2007 at 22:24
dimenticavo una domanda: ma se sono prodotti naturali, che già vengono o possono facilmente essere reperiti, perchè non possono essere usati normalmente nell’industria alimentare, visto che i celiaci sono molti di più di quelli diagnosticati? In questo modo si eviterebbe a chi è celiaco e non sa di esserlo di manifestare le conseguenze di tale condizione…Certo è un’utopia, ma come sarebbe bello comprare qualcosa al negozio senza andare nella sezione “specializzata”.Non si potrebbe stabilire per legge che il pane la pasta DEVONO contenere queste sostanza per motivi igienici.
Scritto da Giovanni migliaccio, il 26 Giugno, 2007 at 22:45
sono d’accordo con Giovanni! Se per le persone non affette da celiachia non cambia nulla… per chi lo è invece cambierebbe e molto!
Speriamo…
Scritto da Ilenia, il 27 Giugno, 2007 at 11:22
[…] giorno fa abbiamo parlato dello studio condotto dal dr. Mauro Rossi e dalla sua equipe sulla possibilità di mascherare il glutine. Dopo […]
Scritto da Not only gluten-free » Blog Archive » Risolto il problema della dieta gluten-free?, il 17 Luglio, 2007 at 17:30
Sono un laureando in Scienze Biologiche.
Sappiamo tutti che il crescente (lievito madre) è caratterizzato anche dalla presenza di lactobacilli. Dato che è stata svelata l’azione dell’enzima food-grade (maschera il glutine ai linfociti T), non si potrebbero ingegnerizzare a livello genetico dei lactobacilli in modo da far produrre ad essi stessi il food-grade?! In questo modo, tale crescente potrebbe essere utilizzato per la preparazione di molti alimenti (pane, pasta, pizza, ecc).
Scritto da Calogero, il 30 Settembre, 2007 at 17:49
[…] algunos días hemos hablado del estudio conducido por el Dr. Mauro Rossi y su equipo sobre la posibilidad de disfrazar el gluten. Poco […]
Scritto da Not only gluten-free » Blog Archive » ¿Resuelto el problema de la dieta gluten-free?, il 4 Ottobre, 2007 at 15:57