Celiachia e osteoporosi: quale legame?
Sappiamo ormai bene che cos’è la celiachia ma l’osteoporosi? Che relazione esiste tra le due condizioni?
Cerchiamo di capire…..
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro ed è caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da alterazioni qalitative dell’osso. Questi due fattori portano da un aumento del rischio di frattuta.
L’incidenza è elevata soprattutto nelle donne e varia in funzione della localizzazione della frattura vertebre, femore e polso.
La tecnica diagnostica più sensibile, poichè riesce ad individuare anche iniziali riduzioni della massa ossea, è l’esame mineralometrico ovvero Mineralometrica Ossea Computerizzata - MOC.
Studi recenti hanno dimostrato che nel soggetto celiaco il rischio di frattura aumenta di 3.5 volte rispetto ad un soggetto sano di pari età e sesso. E’ da notare che ciò accade nel periodo antecedente alla diagnosi o nel periodo di non aderenza alla dieta gluten-free.
Celiachia e osteoporosi sono legate dalla parola dieta. Il seguire rigorosamente e scrupolosamente la dieta gluten-free rappresenta l’unico presidio terapeutico per la celiachia ed è la principale strategia per la prevenzione dell’osteoporosi.
Quali sono i fattori di rischio nel celiaco? Non ce ne sono di specifici per il celiaco, sono quelli comuni a tutti i soggetti: familiarità - età - sesso - menopausa precoce - insufficiente apporto di calcio con la dieta - ridotta attività fisica - struttura coprporea esile - ridotto peso - abuso di alcol, fumo e caffè ed infine utilizzo di alcuni farmaci.
Quali consigli allora dare?
Garantire un adeguato apporto di calcio: nei soggetti adulti si consigliano circa 1000mg/die di calcio. Latte e derivati sono le principali fonti di questo minerale (1 litro di latte contiene circa 1200mg di calcio). Tra i formaggi: formaggi fusi (545 mg/100g), certosa (567 mg/100g), Bel Paese (605 mg/100g), gorgonzola (610 mg/100g), Emmenthal (1020 mg/100g), pecorino (1160 mg/100g), parmigiano (1290 mg/100g). Non sono da trascurare le fonti vegetali: verdure e erbe aromatiche (tra i 100-400mg/100g nei broccoli, cavolo nero, coste, erba cipollina, prezzemolo, spinaci) e la frutta (tra i 40-60mg/100g nelle arance, kiwi, lampone, more, ribes nero).
Garantire un adeguato apporto di vitamina D: è la vitamina coinvolta nella crescita del tessuto osseo in tutte le fasce di età. A livello della mucosa intestinale facilita l’assorbimento del calcio e del fosforo e la mineralizzazione dell’osso. Due sono le forme coinvolte: la vitamina D2 e la vitamina D3, quest’ultima sintetizzata nella cute esposta al sole. Poche sono le fonti alimentari: fegato e visceri dei pesci, latte e derivati, uova mentre nei vegetali si trova la protovitamina D.
Costante attività motoria: l’attività fisica garantisce nel giovane il raggiungimento di una più elevata massa ossea e nell’adulto rallenta la perdita ossea. L’attività fisica stimola l’osso direttamente e indirettamente grazie alla pressione e trazione, rispettivamente, che la muscolatura esercita sui punti d’insersioni del tendine.
Infine ultimo consiglio: ridurre i fattori di rischio che facilitano la perdita di calcio e le cadute: uno o due caffè al giorno non interferiscono sulla salute dell’osso ma una quantità più elevata può influire negativamente oltre al già noto effetto sull’apparato cardiocircolatorio. Sembra che ci sia una azione inibitrice dell’alcool sulle cellule che costituiscono il tessuto osseo. Infine anche il fumo esercita un effetto negativo, nell’adolescente ostacola il raggiungimento del picco di massa ossea e nell’adulto il suo mantenimento. Questo effetto sembra essere dovuto anche al fatto che generalmente il fumatore tende ad avere uno stile di vita sedentario e una alimentazione non adeguata.
Le cadute possono essere evitate con opportuni esercizi orientati al miglioramento della coordinazione, dell’equilibrio, della postura, potenziamento della muscolatura e correggendo eventuali deficit visivi.
Un approfondimento.



