Come cambia il gluten-free
Il settore del gluten free sta cambiando e soprattutto sono i numeri che cambiano molto velocemente.
Tutto aumenta! …… cosa esattamente?
- Il numero dei diagnosticati: grazie a tecniche diagnostiche sempre più accurate e ad una diversa sensibilità dei medici dei base e dei pediatri si assiste ad un aumento delle diagnosi ed un iter diagnostico più veloce. Nonostante questo c’è ancora molto da fare dal momento che se l’inicidenza è di 1 soggetto ogni 100 i celiaci dovrebbero essere circa 500 mila.
- Il numero dei soci: ogni anno l’aumentano è di circa l’11%. Attualmente siamo 41 mila iscritti all’AIC diversamente distribuiti sul territorio nazionale. Nelle Marche - la mia regione - siamo 980 (dati aggiornarti al gennaio 2006).
- Il numero delle aziende del settore gluten-free: se nel ‘90 le aziende del settore erano solo 10 oggi sono 80. Il Registro Nazionale degli alimenti nel 2001 contava 238 prodotti oggi ne comprende ben 1390, con una grande varietà di classi merceologiche (biscotti, snack salati e dolci, pasta, pane….). Ammonta a 100 milioni di euro il mercato nel solo circuito farmaceutico.
- Il numero di strutture informate pronete ad accogliere il celiaco: grazie al Progetto AFC (Alimentazione Fuori Casa) si è passati da 615 strutture (ristoranti, pizzerie, B&B, hotel) nel 2005 a 133 nel 2006 fino a 807 a febbraio 2007. Sono aumentate anche le gelaterie da 179 nel 2005, sono diventate 227 nel 2006 e 232 nel febbraio 2007. I numeri sono destinati a crescere e nuovi proposte sono state avanzate: una collaborazione, già avviata, tra AIC e DS point; un’altra con McDonald’s e ancora una terza con Costa Crociere.
- Il numero di servizi offerti al celiaco per essere informato sugli alimenati e le strutture informate: il Prontuario, POI con Tom Tom ed ora il servizio 89 24 24.
Infine la legge 123/05, tutto finito? Ora ci si è concentrati sulla alimentazione fuori casa: art. 4 comma 3 e art. 5 comma 2. Lo Stato finalmente riconosce il pasto gluten-free. Fin’ora infatti AIC lavorava quasi "clandestinamente", senza possibilità di pubblicizzare le sue attività. Nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche debbono essere garanti pasti gluten free. A tale scopo lo Stato ha stanziato circa 3.150.000 euro annui da distribuire alle Regioni. Al tempo stesso si fa obbligo alle Regioni di provvedere all’inserimento di appositi moduli informativi sulla celiachia nell’ambito delle attivita’ di formazione e aggiornamento professionali rivolte a ristoratori e ad albergatori. Anche in questo caso lo Stato ha stanziato 610.000 euro annui.
Definiti anche i criteri di erogazione del contributo alle Regioni: numero dei diagnosticati, numero dei pasti erogati, numero di attività formative svolte.




Vivendo in Lombardia, ma frequentando molto spesso la Toscana mi sono accorta che nella spendida regione ci sono diversi negozi dedicati e specializzati in prodotti senza glutine (spesso il nome richiama la celiachia: “Celiac store…e altri simili). In questi negozi, che non sono farmacie, si possono acquistare i prodotti beneficiando del “bonus” dello stato. In Lombardia li ho cercati, ma non ce ne sono. Esiste solo una pasticceria specializzata in cui non si puo’ beneficiare del sopracitato bonus.
Ho chiamato l’Associazione e mi e’ stato detto che in Lombardia non esistono negozi di qs tipo in quanto la Regione limita alle sole farmacie la possibilita’ di gestire il famigerato bonus con le ASL e quindi nessuno aprirebbe un negozio specializzato con questa grossa limitazione. Ritengo tutto cio’ inaccettabile…e vergognoso. La solita lobby…! Ma perche’ ci devono obbligare ad entrare in farmacia per comprarci pasta, pane e biscotti?? Non siamo malati…Vi giuro che fa tutto un altro effeto entrare nel Celiac Store di Firenze con il carrello ed uscire con prodotti e prodottini senza glutine mai visti e provati prima…
Scusate lo sfogo!
CIAO
Enrica
Scritto da Enrica Fortunati, il 12 Marzo, 2007 at 00:09
Ciao Enrica grazie per il contributo.
Lo so che c’è questa differenza. Diciamo che la normalità è ciò che trovi in Lombardia. La Toscana è riuscita a fare veramente molto grazie alla buona collaborazione con la Regione. Speriamo che presto sulla scia di questa esperienza pilota altre regioni possano prendere spunto fino alla completa omogeneità su tutto il territorio nazionale. Letizia
Scritto da Letizia Saturni, il 12 Marzo, 2007 at 10:09