Spiga Sbarrata: battaglia europea
La concessione del logo "Spiga Sbarrata" è al centro di una importante discussione all’interno dell’Association Of European Coeliac Societies (AOECS).
Il Nazionale ha minacciato di uscire dalla federazione europea. Le diverse modalità di concessione del logo, il modo di operare in difesa della salute del soggetto celiaco e il modo di agire per migliorare le condizioni di vita sono le principali motivazioni che hanno portato ad una posizione così critica di AIC nei confronti dell’AOECS.
Adriano Pucci, presidente AIC - nell’editoriale di Celiachia Notizie - spiega quali saranno i punti dove è indispensabile fare chiarezza e le sue proposte. Ve le presento ma intanto faremo anche alcune considerazioni…..
1. Modalità di concessione del logo: "Le Aziende devono superare una serie di verifiche finalizzate ad accertare la conformità del loro Sistema Qualità a fabbricare alimenti idonei al consumatore celiaco. Tali verifiche sono effettuate sia sulla documentazione aziendale, sia direttamente presso l’unità produttiva, mediante visite ispettive periodiche, sia con analisi su materie prime e prodotti finiti."
Questo è ciò che viene fatto in Italia (1) chiedendo un contributo all’azienda. Perchè da nessuna parte si riporta la procedura per esteso e il contributo da versare ad AIC? Cercheremo di capirlo …..
Ma torniamo alla questione principale….. in Europa come e cosa si fa? In alcuni Paesi non esiste nessuna gestione, in altri si chiede una autocertificazione all’azienda interessata.
Adriano propone un protocollo europeo per la concessione del logo al fine di avere omogeneità di valutazione dell’affidabilità qualitativa delle aziede e dei loro prodotti. Inoltre definito il protocollo sarà necessario anche formare un gruppo di controllo per la verifica del rispetto.
2. Significato del logo: in Italia il logo viene concesso ai prodotti del libero commercio che, come quelli dietoterapici, garantiscono il limite massimo delle 20 ppm. In Europa e soprattutto nei Paesi del Nord, il limite è da sempre di 200ppm. Recentemente questi ultimi sembrano disposti ad un valore di compromesso di 100ppm. A me sembra che in tale direzione stiamo andando anche noi alla luce di quanto scritto qui.
Cosa fare? Occore definire il corretto significato di "Spiga Sbarrata" e la tolleranza (20, 100 o 200ppm?).
Il logo dovrebbe indicare non tanto "senza glutine" ma piuttosto "prodotto per celiaci". Ciò eviterebbe le contestazioni delle autorità saniatarie per le quali in termine "senza" indica lo zero assoluto, impossibile da ottenere. Inoltre la nuova definizione sarebbe sempre valida anche dopo eventuale modifica della tolleranza in ppm.
E per la tolleranza? Uno studio europeo, con un protocollo di indagine unico e concordato dai consulenti scietifici potrebbe essere di aiuto nella definizione di un valore di tolleranza unico standard per tutti i Paesi Europei.
Non sono certo problemi di facile soluzione ma credo che le motivazioni addotte da Adriano siano più che condivisibili, cercheremo quindi di seguire gli sviluppi futuri e di riesaminare alcune considerazioni fatte.



