Cultura della qualita e cultura del controllo
Come promesso continuiamo a leggere il Magazine Yourlife Professional.
Un articolo interessante, quello del Prof. Lucio Lucchin, Direttore Medico Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica (Azienda Sanitaria di Bolzano): "Ristorazione e celiachia: in cammino verso una sana cultura del controllo".
Finalmente qualcuno ci chiama per nome "….. soggetti sani, condizionati dalla dieta priva di glutine…", queste le parole usate per descrivere la condizione della celiachia.
Opinione pienamente condivisa quella espressa e discussa da Lucchin nel suo articolo. Si sottolinea infatti come il discorso "qualità" ormai sia entrato nell’offerta della ristorazione collettiva. Stenta invece ancora ad entrare la "cultura del controllo".
Si fanno leggi (e anche tante…) nel tentativo di correggere errori mentre rari sono gli interventi di controllo. Il controllo non è un giudizio sull’uomo o sul professionista ma una verifica di idoneità di una determinata operazione. Diventa espressione di un giudizio sull’operatore in caso di perseveranza. Riusciremo a radicare questo approccio? Utopia?
Dall’analisi del Prof. Lucchin emerge che nonostante la legge n° 123, alcuni punti rimangono aperti nella ristorazione collettiva nel trattamento della celiachia. Ecco quali sono: il timore dell’assunzione di responsabilità circa la salute del cliente; la frequente mancanza di documentazione scritta specifica, e non generica, utile per non incorrere in sansioni; la non adeguata formazione del personale ed infine la necessità di disporre di utensili dedicati.
Per quanto riguarda la legge n° 123, vorrei aggiungerei che allo stato attuale a tale legge non hanno fatto seguito decreti attuativi perchè bloccati dalla scadenza della legislatura e inizio delle campagne pre/post/durante elezioni. Speriamo che presto riprendano i lavori.



