Novità in campo terapeutico
“Un po’ di sollievo per i celiaci” è questo il titolo di un articolo pubblicato su Le Scienze, in cui si parla di recenti studi condotti da un gruppo di ricercatori guidati dal Prof. Chaitan Khosla della Stanford University.
I risultati ottenuti e recentemente pubblicati (1, 2), sembrano aprire la strada per futuri test clinici allo scopo di valutare l’efficacia di una terapia enzimatica orale. Sarà un “cocktail” composto da una proteasi isoforma 2 (EP-B2), attiva in ambiente acido, e da una endopeptidasi (PEP) che agisce, in concerto con proteasi pancreatiche, nel duodeno (3).
I ricercatori nello studio hanno utilizzato batteri ricombinanti allo scopo di ottenere sia una forma di EP-B2 in grado di digerire glutine "in vitro" e "in vitro" che PEP. Hordeum vulgare - Flavobacterium meningosepticum e Myxococcus xanthus questi i nomi dei batteri utilizzati.
La terapia sarebbe in grado di prevenire molti dei sintomi e delle complicanze della celiachia grazie alla peculiarità dell’enzima EP-B2, cioè scindere il glutine in modo efficiente in ambiente gastrico (acido) e in modo specifico quelle parti della miscela proteica ritenute responsabili dell’insorgenza della risposta infiammatoria della celiachia.
“Our results - dichiara il Prof. Khosla - suggest that recombinant EP-B2 should be effective as supportive therapy to help celiacs cope with the ”hidden” gluten in everyday life, and that a two-enzyme cocktail containing PEP and EP-B2 may even allow celiacs to resume a more normal diet in the future".
Dunque, la speranza dei ricercatori è che tutto ciò possa permettere ai celiaci una modesta assunzione di alimenti contenenti glutine.




Bene, finalmente una buona notizia: grazie di tenerci informati
Scritto da Migliaccio Giovanni, il 28 Giugno, 2006 at 16:15