Etichette salva allergie viste da vicino
E’ importante leggere sempre ed attentamente le etichette alimentari per essere consapevoli di ciò che stiamo acquistando. Per i celiaci lo è ancora di più infatti anche scelte corrette durante gli acquisti contribuiscono a rispettare una dieta gluten-free rigorosa e scrupolosa e a garantire una migliore compliance alla stessa.
La Direttiva Allergeni 2003/89/CE, entrata in vigore il 25 novembre 2005, obbliga tutte le aziende a riportare nell’elenco degli ingredienti tutti gli allergeni eventualemente presenti nella composizione del prodotto alimentare. Ha sicuramente portato delle novità ma non ha ancora pienamente raggiunto l’obiettivo sempre auspicato dai celiaci: poter identificare i prodotti idonei attraverso la lettura dell’etichetta alimentare.
E’ sicuramente una Direttiva molto meditata……nonostante la rilevanza dei “numeri” - attualmente l’incidenza della celiachia è di 1 soggetto ogni 130 individui mentre le allergie colpiscono l’8% dei bambini e il 3% degli adulti - per la sua approvazione l’UE ha impiegato circa cinque anni e a tutt’oggi gli ostacoli non sono stati tutti superati.
Era il 20 marzo del 2000, quando il parlamento europeo e il Consiglio hanno emanato la direttiva 2000/13/CE, che concerne il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in tema di etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari. L’iter di approvazione è poi terminato con l’entrata in vigore il 25 novembre 2005!
L’interesse del celiaco è focalizzato sull’allegato 1, in cui la Comunità Europea indica, sulla base di studi epidemiologici, una lista di 12 allergeni più comuni. Tra questi al primo posto cereali contenenti glutine (frumento, segale,orzo, avena, farro kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati.
Perché solo 12? Altri possibili fonti di allergeni, tra cui anche alcune categorie di additivi quali coloranti e conservanti, potrebbero entrare nella lista. Secondo la normativa sarà l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare a pronunciarsi periodicamente sulla necessità di “allungare” la lista degli allergeni.
Quali sono i pro e i contro della Direttiva Allergeni?
Pro: - il consumatore può verificare immediatamente se gli additivi e/o aromi utilizzati costituiscono un rischio. Nel caso in cui un additivo e/o aroma contenga derivati di cereali questi dovranno essere evidenziati. Esempio: aroma (contiene grano)
Contro: - non tutti i celiaci e non solo, possono ricordare sempre bene tutti i cereali permessi;
- non si parla di contaminazione, cioè l’eventuale presenza accidentale di glutine o come residuo di lavorazioni precedenti;
- non è indicato il valore minimo al di sotto del quale il prodotto potrebbe essere considerato esente da quella sostanza (per il glutine il limite è 20ppm). In questo caso la logica è quella della tutela non del celiaco ma dell’allergico, che non ha soglie di tolleranza.
Un’altra precisazione importante va aggiunta: i produttori sono obbligati ad indicare in etichetta la presenza di queste sostanze solo se risultano come ingredienti. Nel caso invece fossero presenti solo a causa di contaminazioni crociate il produttore potrà decidere se indicarle o limitarsi a riportare in etichetta frasi come: “Prodotto in uno stabilimento dove si lavorano glutine….” Oppure “Può contenere tracce di ….”.
Ciò potrebbe indurre le azienda a raggirare il problema. Anziché controllare le materie prime e strutturare le filiere produttive in modo da evitare contaminazione potranno scrivere una delle frasi sopra citate.
Paradossalmente potrebbe capitare che quelle diciture compaiano anche sui prodotti inseriti nel Registro Nazionale degli Alimenti del Ministero della Salute. La motivazione consiste nell’evitare qualsiasi responsabilità nei confronti dei consumatori, ma ciò porta al contempo a dare informazioni contraddittorie al consumatore.
Chi condivide i progetti AIC di selezione degli alimenti o ha la Notifica Ministeriale rispetta il limite riconosciuto dei 20 ppm e accetta controlli periodici da parte degli enti preposti.
Allo stato attuale, dunque, sebbene AIC ha chiesto e sta sostenendo ancora alcuni emendamenti alla direttiva, il celiaco per l’acquisto di prodotti non a rischio deve far riferimento al “Prontuario degli Alimenti”, al Marchio Spiga Sbarrata e alla Notifica al Ministero della Salute.
E questi riferimenti sono veramente garanzia? Di questo parleremo prossimamente.




Come promesso a continuazione del post sulle "Etichette salva allergie" parliamo ora dei tre presidi che AIC offre: “Prontuario degli Alimenti”, “Marchio Spiga Sbarrata” e “Notifica al Ministero della Salut…
Scritto da Not only gluten-free, il 28 Giugno, 2006 at 16:23
Ciao, sono la mamma di un bimbo fortemente allergico a latte, uova e loro derivati, carni che crociano con essi, leguminose nostrane, mela… questi i principali allergeni. Condivido in pieno la vostra titubanza a proposito di grande furbata delle aziende. Nel caso di un poliallergico importante è ancora più sentito perchè potete immaginare quanto si riduce la lista dei già pochi alimenti aqcuistabili se dovessi epurarli da tutti quelli che con la diciture “tracce di..”! Inoltre per gli allergici ad altri alimenti che non siano il frumento o il glutine che dir si voglia, come nel caso dei celiaci, non esiste nemmeno l’ausilio del simbolo egg free o milk free o nut free….Ci tocca perdere delle ore nei supermercati! E pesare che sarebbe anche un’ idea di marketing tanto forte e vincente!
Scritto da elena casiraghiu, il 3 Gennaio, 2007 at 02:16
In merito a quanto dici come contro al Decreto mi sembra stana laseguente frase:
“non è indicato il valore minimo al di sotto del quale il prodotto potrebbe essere considerato esente da quella sostanza (per il glutine il limite è 20ppm). In questo caso la logica è quella della tutela non del celiaco ma dell’allergico, che non ha soglie di tolleranza.”
Ma alcuni ALLERGICI non sono più a rischio dei celiaci?
In alcuni la sola contaminazione può causare shock anafilattico!
Ciao e grazie per il tuo sito, la mamma di un bimbo celiaco.
Scritto da Angela Carrino, il 24 Ottobre, 2007 at 19:51
Ciao Angela
nell’allergico non c’è un discorso di quantità stabilita perchè è estremamente variabile, anche solo tracce possono scatenare una reazione violenta. Nel celiaco sappiamo che il valore soglia c’è, pertanto era bene indicarlo. Ecco perchè ho detto che non è stata pensata per il celiaco!
Scritto da Letizia Saturni, il 25 Ottobre, 2007 at 10:53
[…] In questa realtà chi fa informazione e quali strumenti si utilizzano? L’informazione viene data dai media e dall’industria alimentare. Quest’ultima utilizza l’etichetta alimentare e il packaging per comunicare con il consumatore. In etichetta sono riportate le informazioni obbligatorie e quelle facoltative ma…. ci sono anche quelle non dette. A queste, per il celiaco, si aggiunge anche il fatto che sebbene sia in vigore la Direttiva Allergeni del 2005, non viene indicata la quantità. Ne avevamo già parlato. […]
Scritto da Not only gluten-free » Blog Archive » Mercato senza gutine: facciamo il punto della situazione, il 5 Febbraio, 2008 at 19:12