Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

28 Aprile 2006

Quanti marchi “spiga barrata esistono”?

Il mercato dei prodotti senza glutine si sta semrpe più allargando e orientarsi non è certo facile.

Il celiaco ha però a disposizione  "Il Prontuario degli Alimenti", sempre aggiornato dall’Associazione, il marchio "Spiga sbarrata"e l’"Autorizzazione Ministeriale".

Ma quanti marchi "spiga sbarrata" esistono?

marchio Spiga Sbarrata1. Spiga sbarrata concenssa da AIC, dopo procedure di controlli periodici e di verifica sulle aziende, nel rispetto del limite  20 ppm di glutine nel prodotto finito;

2. Spiga sbarrata  concessa da associazioni straniere membri dell’AOECS che diffondono il marchio. In questo caso ci possono essere delle procedure diverse nei controlli, soprattutto nel Nord Europa poichè ammettono limiti fino a 200 ppm;

3. Spiga sbarrata  inserita nei marchi aziendali utilizzati precedentemente la registrazione del marchio, nel 1995. Sono  aziende storiche del dietoterapico;

4. Spiga sbarrata  utilizzata da aziende che, ignorando la proprietà AIC, lo utilizzano come simbolo universalmente riconosciuto per il senza glutine. In quest’ultimo caso AIC contatta l’azienda segnalando la proprietà ed i termini di utilizzo.

I prodotti con il marchio concesso da AIC sono solo quelli che compaiono nel sito e nelle pagine del Prontuario.

E i prodotti che troviano sulla rivista "Celiachia Notizie" che non hanno Spiga Sbarrata concessa da AIC? Hanno ottenuto il marchio da associazioni straniere ma la loro presenza sulle pagine della  rivista è possibile perchè hanno ottenuto l’inserimento nel Registro Nazionale degli Alimenti del Ministero della Salute che verifica il rispetto dei 20 ppm, lo stabilimneto di produzione e l’etichetta (DL 111/92).

5 Commenti a “Quanti marchi “spiga barrata esistono”?”

  1. Come promesso a continuazione del  post sulle "Etichette salva allergie" parliamo ora dei tre presidi che AIC offre: “Prontuario degli Alimenti”, “Marchio Spiga Sbarrata” e “Notifica al Ministero della Salut…

  2. perchè non ci dite niente sulle etichettature dei prodotti provenienti dal resto d’Europa? Anche in altri Paesi esiste un marchio tipo spiga sbarrata o obblighi di diciture particolari. E’ importante saperlo perchè nei supermercati troviamo anche prodotti stranieri.

  3. Si ha ragione. La questione a livello Europeo è dibattuta poichè non tutti i paesi membri dell’AOECS, associaizone europea, concordano sui 20 ppm.Rimane per ora buona norma attenersi ai prodotti italiani ed ai prodotti del libero commercio che compaiono su prontuario.

  4. Ciao, a mia moglie (40 anni) hanno riscontrato (la dottoressa dopo i primi esami si è detta quasi certa) l’intolleranza al glutine.
    Ragione per cui questo blog diventerà un po’ la mia ragione d’essere.
    Volevo riprendere il discorso birre dell’anno scorso.
    E’ stata poi fatta una lista di quelle ‘pulite’? Sembrava che il contenuto di glutine (tracce) non fosse nocivo. Ad un anno di distanza la cosa è confermata?
    Vorrei ricevere, se possibile, CN (Celiachia News) come fare per registrarsi?
    Ciao e grazie!

    Gilberto

  5. Ciao Gilberto
    grazie per l’apprezzamento!

    Per quanto riguarda il discorso delle birre purtroppo non ti so dare notizie dal momento che più nessuno ne ha parlato, quindi per ora rimangono quelle già note.

    CN non è “celiachia news”, ma “Celiachia Notizie” ed è la rivista dell’associazione. Per riceverla oltre tutto il materiale dell’associazione ti devi iscrivere presso la segreteria della tua regione. Ciao

Lascia un commento