Quanti marchi “spiga barrata esistono”?
Il mercato dei prodotti senza glutine si sta semrpe più allargando e orientarsi non è certo facile.
Il celiaco ha però a disposizione "Il Prontuario degli Alimenti", sempre aggiornato dall’Associazione, il marchio "Spiga sbarrata"e l’"Autorizzazione Ministeriale".
Ma quanti marchi "spiga sbarrata" esistono?
1. Spiga sbarrata concenssa da AIC, dopo procedure di controlli periodici e di verifica sulle aziende, nel rispetto del limite 20 ppm di glutine nel prodotto finito;
2. Spiga sbarrata concessa da associazioni straniere membri dell’AOECS che diffondono il marchio. In questo caso ci possono essere delle procedure diverse nei controlli, soprattutto nel Nord Europa poichè ammettono limiti fino a 200 ppm;
3. Spiga sbarrata inserita nei marchi aziendali utilizzati precedentemente la registrazione del marchio, nel 1995. Sono aziende storiche del dietoterapico;
4. Spiga sbarrata utilizzata da aziende che, ignorando la proprietà AIC, lo utilizzano come simbolo universalmente riconosciuto per il senza glutine. In quest’ultimo caso AIC contatta l’azienda segnalando la proprietà ed i termini di utilizzo.
I prodotti con il marchio concesso da AIC sono solo quelli che compaiono nel sito e nelle pagine del Prontuario.
E i prodotti che troviano sulla rivista "Celiachia Notizie" che non hanno Spiga Sbarrata concessa da AIC? Hanno ottenuto il marchio da associazioni straniere ma la loro presenza sulle pagine della rivista è possibile perchè hanno ottenuto l’inserimento nel Registro Nazionale degli Alimenti del Ministero della Salute che verifica il rispetto dei 20 ppm, lo stabilimneto di produzione e l’etichetta (DL 111/92).




Come promesso a continuazione del post sulle "Etichette salva allergie" parliamo ora dei tre presidi che AIC offre: “Prontuario degli Alimenti”, “Marchio Spiga Sbarrata” e “Notifica al Ministero della Salut…
Scritto da Not only gluten-free, il 28 Giugno, 2006 at 16:23
perchè non ci dite niente sulle etichettature dei prodotti provenienti dal resto d’Europa? Anche in altri Paesi esiste un marchio tipo spiga sbarrata o obblighi di diciture particolari. E’ importante saperlo perchè nei supermercati troviamo anche prodotti stranieri.
Scritto da giuliana cascone, il 16 Dicembre, 2006 at 21:18
Si ha ragione. La questione a livello Europeo è dibattuta poichè non tutti i paesi membri dell’AOECS, associaizone europea, concordano sui 20 ppm.Rimane per ora buona norma attenersi ai prodotti italiani ed ai prodotti del libero commercio che compaiono su prontuario.
Scritto da Letizia Saturni, il 17 Dicembre, 2006 at 12:22
Ciao, a mia moglie (40 anni) hanno riscontrato (la dottoressa dopo i primi esami si è detta quasi certa) l’intolleranza al glutine.
Ragione per cui questo blog diventerà un po’ la mia ragione d’essere.
Volevo riprendere il discorso birre dell’anno scorso.
E’ stata poi fatta una lista di quelle ‘pulite’? Sembrava che il contenuto di glutine (tracce) non fosse nocivo. Ad un anno di distanza la cosa è confermata?
Vorrei ricevere, se possibile, CN (Celiachia News) come fare per registrarsi?
Ciao e grazie!
–
Gilberto
Scritto da Gilberto Sartorel, il 18 Dicembre, 2006 at 14:39
Ciao Gilberto
grazie per l’apprezzamento!
Per quanto riguarda il discorso delle birre purtroppo non ti so dare notizie dal momento che più nessuno ne ha parlato, quindi per ora rimangono quelle già note.
CN non è “celiachia news”, ma “Celiachia Notizie” ed è la rivista dell’associazione. Per riceverla oltre tutto il materiale dell’associazione ti devi iscrivere presso la segreteria della tua regione. Ciao
Scritto da Letizia Saturni, il 19 Dicembre, 2006 at 10:14