Celiachia e autogrill: cosa si mangia?
Novità per i celiaci in viaggio sulla rete austostradale.
Negli autogrill è possibile -da qualche mese- avere piatti senza glutine e anche fuori pasto dolce e salato, grazie al progetto “On the go”.
Incuriosita, durante uno dei miei recenti spostamenti mi sono fermata in uno dei Finigrill che hanno aderito al progetto.
Arrivata al selfservice nel settore dei primi piatti trovo una locandina “pasti senza glutine: cannelloni e gnocchi”.
Cannelloni …. la signora gentilissima mi offre su un piatto una “mattonella surgelata” dicendomi che sarei dovuta andare in un angolino della sala ristorante a scongelare i miei cannelloni…e aggiunge…..- mi raccomando signora solo in quel microonde là, per evitare contaminazione - Ringrazio e vado alla cassa: 6,50 euro la mia mattonella di ghiaccio! Il prezzo mi sembra eccessivo.
Deformazione professionale, poi lo sguardo si posa sull’elenco degli ingredienti dei miei cannelloni
Ingredienti: Besciamella senza glutine (acqua, latte scremato in polvere, amido di mais, formaggio Grana Padano, burro, sale, noce moscata, pepe), ricotta (29%), amido di mais, pomodoro, farina di riso, uova, bieta (4,5%), albume d´uovo, formaggio Grana Padano, fiocchi di patate (patate, aromi naturali), formaggio, sale, zucchero, addensante: farina di semi di guar, pangrattato senza glutine (farina di riso, amido di mais, grassi vegetali, farina di soia, uova, sciroppo di glucosio, addensante: farina di semi di guar, lievito, emulsionante: E-471, sale), cipolle, emulsionante: E-471, olio di semi di girasole, aglio.
In conclusione, ho pagato una porzione di Cannelloni senza glutine 6,50 euro contro 2,86 euro in media di una porzione di cannelloni “convenzionali” a parità di peso. Più del doppio. I dati si commentano da soli, no?
Senza glutine sì, ma con un lungo elenco di additivi tra cui emulsionanti e addensanti.
Ok per il servizio offerto: avere un primo piatto caldo ma occhio alla qualità del servizio, il microonde non contamina, quindi si può andare in qualsiasi altro microonde della sala senza doversi sentire tutti gli occhi puntati perché si è in un angolo, e soprattutto occhio alla qualità del prodotto e alle materie prime. Gli additivi e gli addensanti mi sembrano decisamente tanti, sono così indispensabili?




Salve Letizia.
Anche io sono celiaco ed anche a me è capitato recentemente di dover consumare un pasto in autostrada.
Con tutta sincerità, devo dirti che piuttosto che mangiare un primo piatto surgelato senza glutine (pesantissimo e stracarico di additivi, emulsionanti, etcc.., come giustamente hai notato) in uno dei Finigrill segnalati dall’AIC, ho preferito fermarmi in uno dei tanti punti “AutoGrill” - Ristoranti “Ciao”,ove ho avuto modo di gustare un’ottima fiorentina e delle buonissime patate al forno (non surgelate).
C’era un’ampia scelta di formaggi, di insalate, di frutta, nonché di prosciutto crudo.
In sostanza, mi chiedo e ti chiedo questo: perché dover ricorrere sempre e necessariamente a dei surrogati del pane o della pasta, da consumare, magari, come appestati in un angoletto del locale alla luce della tanto temuta (forse troppo !)contaminazione, quando invece c’è un’ampia gamma di alimenti naturalmente privi di glutine ?
Se poi si vuol scovare il pericolo contaminazione ovunque, allora è un altro discorso: ed in tal caso, non vedrei grosse differenze tra la Sig.ra che, in via esageratamente cautelativa, ti ha indirizzato in un angoletto della sala ed il celiaco con “incubi” da contaminazione…
Scritto da Dario Amicone, il 29 Marzo, 2006 at 16:26
Ciao Dario
credo che avere un servizio in più non faccia mai male. Condivido quello che dici, cioè che si può anche fare delle scelte attente senza far ricorso sempre ai dietoterapici. E’ anche il mio modo di vivere la celiachia.
Ora però visto che ci si sta offrendo un servizio nuovo cerchiamo di commentarlo in maniera costruttiva affinchè non rimangano quei cannolloni lì ma ci sia un impegno da parte delle aziende e dell’associazione a far porre attenzione non solo al senza glutine ma anche alla formulazione di questi piatti pronti.
Era soprattutto questo il tono del mio post… stimolare una lettura critica di ciò che ci viene proposto per cercare di migliorare qualcosa.
Scritto da Letizia Saturni, il 30 Marzo, 2006 at 11:12
Ciao Letizia, permettimi una piccola precisazione.
Non era mia intenzione mettere in discussione l’utilità di questo “servizio in più” offerto dalla catena Finigrill grazie alla preziosa opera di informazione e di sensibilizzazione svolta dall’AIC, né tanto meno attivare una critica distruttiva nei confronti dei prodotti dietetici che quotidianamente mi trovo a dover consumare (alcune volte anche con piacere).
Il senso della mia critica, se così vogliamo chiamarla, risiede esclusivamente in una eccessiva attenzione alla contaminazione indotta da una opera di sensibilizzazione talora forse “sovrabbondante”, che se da un lato garantisce un controllo più accurato delle possibili fonti di contaminazione, dall’altro limita enormemente - ed a volte in maniera veramente gratuita - la libertà di movimento del soggetto celiaco, che si trova a dover scegliere fra il ristorante certificato e quello non certificato con la stessa serenità d’animo di chi deve optare fra un bicchiere di coca cola ed uno di …benzina.
Ritengo pertanto che il mio precedente commento non sia poi così lontano dall’impostazione del tuo post, ovvero “stimolare una lettura critica di ciò che ci viene proposto per cercare di migliorare qualcosa”.
Da ultimo, consentimi di aggiungere, sempre a proposito dei Finigrill e del progetto “on the go”, che trovo un tantino contraddittorio offrire dei pasti caldi senza glutine “rigorosamente” al riparo da fonti di contaminazione, ed al contempo non avere la disponibilità di filtri separati per caffè ed orzo, onde evitare anche in quel caso una significativa contaminazione: e non mi si dica che in autostrada non è importante il caffé…
Scritto da Dario Amicone, il 30 Marzo, 2006 at 16:06
Condivido pienamente! Giusta osservazione, grazie.
Scritto da Letizia Saturni, il 30 Marzo, 2006 at 16:09