Esperienza accattivante quella di Mestre, grazie all’AIC Veneto!
A due passi da Venezia nella sua magica atmosfera di Carnevale, domenica mattina si è svolta l’assemblea annuale dei soci alla quale sono stata invitata ad intervenire. Ecco un breve resoconto di ciò che si è discusso.
Aggiornamento: come promesso qui il file.
La prima a prendere la parola è la dottoressa Bortolan del Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Gastroenterologiche dell’Università di Padova, che ha presentato i dati di uno studio condotto in Veneto sulla relazione tra osteopenia, osteoporosi e celiachia nell’adulto. Il suo consiglio è quello di eseguire una densitometria ossea se si è stati diagnosticati celiaci dopo i 30 anni di età e dopo aver eseguito il test di permeabilità per valutare la salute dell’intestino. Altro dato interessante emerso è che i celiaci hanno un introito di calcio ridotto rispetto ai 1000 mg/die consigliati, come mai? Eppure latte e derivati non contengono glutine…. Curioso, no?
Ha fatto seguito l’intervento della dottoressa Grassivaro del Dipartimento di Neuroscienze sez. Neurologia dell’Università di Padova, che ha indicato l’atassia, l’epilessia, la cefalea e la depressionele come le principali patologie neurologiche correlate alla celiachia. Attenzione l’epilessia non è sempre riconducibile alla celiachia e quidi risolvibile con una dieta senza glutine. Nell’epilessia correlata alla celiachia ci sono dei segni clinici ben evidenti, facendo una TAC risulteranno delle calcificazioni intracraniche occipitali.
Fuori programma è stato l’intervento del dottor Pallini di Padova che ha presentato i dati ottenuti da uno studio che ha condotto su 70 pazienti. Ha lanciato degli ottimi spunti di riflessione: 1. i celiaci sono principalmente normopeso (83,9% vs 2,3% obesi, 6,9% sovrapeso, 6,9% sottopeso); 2. la % di massa grassa nel 91% dei soggetti è superiore alla norma, questo significa che pur essendo normopeso hanno una composizione corporea molto più simile agli obesi; 3. facendo alcuni esami ematochimici si trova che i valori di ferritina e sideremia sono ancora bassi sebbene i soggetti stiano seguendo una dieta sg e il colesterolo totale è superiore ai valori normali. Infine i dati raccolti dall’analisi dei questionari di frequenza alimentare, mettono in evidenza un elevato consumo di prodotti da forno e un ridotto consumo di frutta, verdura e pane.
A seguire il Prof. Fasano direttore del Center for Celiac research University of Maryland - School of Medicine, che dopo una introduzione sulla celiachia (quali i fattori ambientali e genetici, l’iter diagnostico corretto, la sintomatologia) da lui definita come un camaleonte, ha fatto il punto della situazione sulla ricerca. Un vaccino o una pillola per il futuro dei celiaci? (AT-1001).
Ecco qual è la verità:
AT-1001 è il farmaco attualmente in sperimentazione ma ogni nuovo medicinale deve esser sottoposto ad un rigorosissimo iter imposto dalla Food and Drug Administration (FDA) che richiede innanzitutto dati su due specie animali per verificare l’efficacia e la mancanza di effetti collaterali. Questi studi sono stati completati e sono stati considerati soddisfacenti dall’FDA.
A questo punto abbiamo messo insieme l’intera documentazione per chiedere il permesso di procedere con studi sull’ uomo, un processo che ha richiesto 6 mesi e 7 tomi di pagine densissime di informazioni e documenti.
All’inizio di Settembre l’FDA ci ha dato l’OK per cominciare la sperimentazione sull’uomo. 3 sono le fasi di sperimentazione umana richieste dall’FDA.
Fase 1: studi di tollerabilità su volontari sani, in cui dosi crescenti del farmaco (la pillola per intenderci) vanno somministrate ad adulti sani per poi monitorare la comparsa di eventuali effetti collaterali. Questi studi prendono circa 3-4 mesi per essere completati ed interpretati. Al momento siamo in questa fase di sperimentazione. Se completata con successo, si passa agli studi di efficacia su malati celiaci (fase 2) che comporta la somministrazione della pillola a doppio cieco a 30-40 soggetti celiaci esposti o a glutine o a placebo. I tempi qui sono molto piu’ lunghi (10-12 mesi).
Se anche questa fase viene completata con successo, allora si passa alla fase 3, in cui molti più soggetti (centinaia) vanno reclutati e per periodi di trattamento molto più lunghi (molti mesi).
Siamo lontani di alcuni anni (SE TUTTO VA BENE) per una possibile messa in commercio della pillola.
Per quanto riguarda il vaccino contro la celiachia i tempi del vaccino sono ancora più lunghi perché più laboriosi.
Infine il mio intervento "Le etichette: quale le novità legislative e come leggerle". A breve renderò disponibile un estratto della presentazione.
Scritto
Lunedì, 27 Febbraio, 2006 alle 16:29 in Varie.
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tutto molto esauriente grazie per tutto ciò che fate
Scritto da assuntina deleo, il 10 Dicembre, 2006 at 11:13
SIETE STATI MOLTO ESAUDIENTI SPERIAMO CHE AL PIù PRESTO CI SIA LA POSSIBILITà DI PROVARLA E DI FINALMENTE RIUSCIRE A MANGIARE TUTTO QUELLO CHE SI MANGIAVA PRIMA
Scritto da SIMONA LUCCHESE, il 7 Giugno, 2007 at 13:08