Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

Archivio di Settembre 2005

29 Settembre 2005

Kamut si o kamut no

Kamut_1Il kamut deve essere bandito dalle tavole dei celiaci e degli allergici al glutine. Infatti altro non è che una varietà “dimenticata” di grano duro (Triticum turgidum tetraploide) pertanto contiene quantità di glutine sovrapponibili a quelle del grano duro, come sottolineato da Laura Scafuri.

dimenticata”……… la  leggenda narra che questa varietà di grano duro, il cosiddetto grano degli egizi, fu riscoperta durante la seconda Guerra Mondiale quando un pilota americano trovò alcuni semi all’interno del sarcofago  del faraone Tuoth. Al ritorno in patria ne affidò 36 semi  ad un cerealicoltore del Montana, negli Stati Uniti, che li seminò. I semi produssero spighe di grano ambrato e di grandi dimensioni, con un contenuto proteico del 20-40% superiore rispetto al grano duro attuale. Questa varietà di frumento oggi è in commercio con il nome di Kamut, una antica parola egiziana per indicare il grano. Gli egittologi sostengono che originariamente Kamut significava "anima della terra", attualmente è solo il nome commerciale dato da Mack e Bob Quinn, quest’ultimo ingegnere agronomo e biochimico, che nel 1977 studiò questo cereale e identificò la Mezzaluna fertile come luogo di provenienza.

QUI la versione integrale da stampare.

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28 Settembre 2005

Arrivano i sacchetti dei desideri

Gmc2005rQuesto è il manifesto della Giornata Mondiale della Celiachia (GMC) 2005.

Mancano 10 giorni e nella nostra sede marchigiana fervono i preparativi….. cominciano ad arrivare scatoloni di materiale! Locandine, pieghevoli, gadget, ricettari e….loro….. i protagonisti: i sacchetti di legumi. Sono  sacchetti da 250g di fagioli, di lenticchia e di ceci, definiti "sacchetti dei desideri" perchè il contributo volontario che raccoglieremo, sarà devoluto interamente alla ricerca per realizzare i desideri di noi celiaci: diagnosi precoce, evitare l’osteporosi a 30 anni, dipsorre di un vaccino per la celiachia…..

Qual è il gadget? E’ un bracciale in caucciù verde in cui è scritto “Io sto con l’AIC per i celiaci”

Nelle piazze di Ancona, Ascoli, Jesi e Pesaro con i legumi, verrà dato anche un pieghevole con aneddoti e proverbi, in cui i legumi sono protagonisti. Lo potete trovare qui (Download Ilegumi.doc ).

Da oggi inizieremo a seguire l’evento…..

Ieri il Messaggero, ha parlato di noi: “Legumi per sensibilizzare”.

Grazie alla giornalista Sivia Mondaini!

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27 Settembre 2005

Parliamo di celiachia- 3

tubes.jpg Dottore, sono ormai a dieta da tempo quali esami debbo fare?

Dopo l’avvio della dieta senza glutine i marcatori sierologici di celiachia sono anti-gliadina (anti-AGA); anti-endomisio (anti-EMA) e anti-trasglutaminasi serica tissutale (anti-tTG). I loro valori tendono a normalizzarsi, generalmente nell’arco di qualche mese (1).

Gli AGA-IgG possono permanere elevati per periodi più lunghi di tempo, per un fenomeno di "memoria immunologica". Mentre la persistente positività di AGA, EMA e tTG indica una scarsa aderenza alla dieta gluten-free.

E’ bene tuttavia tenere presente che l’introduzione di minime quantità di glutine (le cosiddette “tracce” presenti a seguito di contaminazione o per aggiunta di additivi contenenti glutine quale l’amido di grano) raramente è in grado indurre la positivizzazione della sierologia celiaca. Valori elevati dei marcatori sopraelencati indicano “macro” trasgressioni alimentari, come viene descritto qui.

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25 Settembre 2005

La paleo-celiachia

Paleoceliachia- pestare una quantità di tuberi di cipero in un mortaio;

- passare con cura al setaccio la farina;

- aggiungere una tazza di miele ed impastare;

- mettere la pasta in un tegame di metallo;

- metterlo sul fuoco aggiungendo un pò di grasso;

- cuocere a fuoco lento finché la pasta si rassodi;

- farla rosolare senza bruciare;

- farla raffreddare e farne dei pani conici.

Che cos’è? E’ la versione integrale della ricetta di un dolce senza glutine destinato alla tavola del  Faraone Tutmosi III, vissuto tra il 1504-1450 a.C. (E. Bresciani  “La cultura alimentare degli egiziani”). Un dolce in cui l’ingrediente principale è la farina ottenuta dai tuberi del cipero, grossi come noccioline e dal sapore di cocco.

Ecco le origini della celiachia.

Non esisteva, sicuramente nel paleolitico poiché l’uomo si cibava esclusivamente di carne, pesce, frutta e bacche diverse. La celiachia fa la sua comparsa quando gli uomini cominciano, a coltivare piante di diverso tipo a scopo alimentare, tra le quali soprattutto i cereali unitamente all’allevamento di animali.

Chi ne ha parlato per primo?

Dovranno passare numerosi anni prima di arrivare alle prime descrizioni. Galeno, nel 250 a.C. descrive una strana forma di male intestinale nel bambino e nell’adulto.

Solo nel I° secolo d.C., Celso introduce il termine celiaco per identificare colui che ha una malattia diarroica e Areteo di Cappadocia ne riconosce l’andamento protratto e la difficoltà nella cura.

Nel 1888 Samuel Gee descrive la celiachia in Gran Bretagna e individua nella dieta una possibilità di terapia.

Alla prossima…….

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23 Settembre 2005

ancora uno….

Zerogranoplus Cosa sono? Non li avete mai visti, eh? 

Una anteprima dedicata ai bambini e ai più cresciutelli…. golosi!!!  Tra qualche giorno, in ottobre, saranno sul mercato i nuovi frollini ZeroGranoPlus della Galbusera, privi di glutine e arricchiti di gustose gocciole di cioccolato.

Sono veramente buoni e gustosi, garantisco li ho assaggiati al SANA!!

Interessanti anche come ingredienti e ben fatta la sua etichetta nutrizionale, ma di questo parleremo prossimamente……..

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22 Settembre 2005

In arrivo un pane biotech tollerato dai celiaci?

Pane1_2 Ne avevate notizia???

Circa un anno fà alcuni ricercatori della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari e di Napoli in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità hanno pubblicato uno studio in cui hanno sperimentato un pane di farina di frumento tollerato dai celiaci e con carateristiche organolettiche e nutrizionale indubbiamente superiori a quelle dei pani speciali per celiaci attualmente in commercio.

Questa la ricetta: farina di frumento, avena, miglio e granturco impastata con acqua, batteri lattici selezionati e 2 g di glutine. Il tutto lasciato fermentare per 24 ore e pronto per essere cotto al forno.

I batteri lattici selezionati (Lactobacillus alimentarius; L. brevis; L. sanfranciscensis; L. hilgardii) sarebbero capaci di digerire i peptidi della gliadina tossici per il celiaco perché ricchi di prolina, meglio noti come frammento “33 mero”.

Una biotecnologia tradizionale, che prevede l’uso di lievito naturale selezionato e lunghi tempi di fermentazione, potrebbe rappresentare una strategia utile per avere un pane idoneo ai celiaci.

Gli esperti sottolineano però che i risultati ottenuti debbono essere considerati ancora preliminari. L’obiettivo futuro è dimostrare questa tolleranza anche con prove a lungo termine.

Seguiremo con interesse l’evolvere degli studi…..
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21 Settembre 2005

Al ristorante con la celiachia

RistoranteCiao, stasera andiamo a cena fuori? Uhmmmm….. meglio di no..….. vi raggiungo dopo cena.

Chi di noi non si è trovato in questa situazione…Rimunciando per non sentirsi in difficoltà per non poter  gustare il piacere di una cena à la carte, senza invidiare il piatto del vicino non celiaco e soprattutto senza il timore di assumere cibo non sicuro e non controllato? 

Ora è tutto più semplice!! Il Progetto Ristorazione promosso da AIC, ha creato una catena di esercizi (ristoranti, pizzerie e gelaterie) informati sulla celiachia e sulle modalità di preparazione delle pietanze per evitare rischi di contaminazione e per migliorare la qualità di vita, moltiplicando le occasioni per uscire e socializzare.  Consulta l’elenco per trovare il ristorante o la pizzeria o la gelateria pronti ad accoglierti. Importante è prenotare la sera prima e parlare con la persona indicata accanto al nome dell’esercizio.

Ma c’è un’altra novità….. Anche in autostrada è possibile mangiare gluten-free. Nei market dei Finigrill sono disponibili prodotti confezionati, negli spazi del senza glutine e  nei self-service  sono disponibili dei primi piatti pronti, surgelati.  Dove e come  trovarli? Ecco l’elenco.

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20 Settembre 2005

Parliamo di celiachia- 2

Diagnosi Qui abbiamo dato una risposta a che cosa è la celiachia, ora come avevo promesso cercherò di darvi qualche altra informazione …….

Quali esami fare per diagnosticare la celiachia?

Un tempo era molto difficile fare diagnosi di celiachia, ma oggi esistono semplici esami del sangue che consentono al medico (pediatra, gastroenterologo o medico di base) di arrivare rapidamente ad una diagnosi certa. Ormai il percorso è standardizzato e prevede due tappe.

1. analisi emato-cliniche: test dei livelli di ferro (anemia sideropenica), di rame, di acido folico e calcio. Altri esami da eseguire sono la ricerca di anticorpi. Numerosi sono gli anticorpi associati alla celiachia ma tre sono specifici: anti-endomisio (EMA); anti-gliadina (AGA) e anti-trasglutaminasi serica tissutale (tTG). Se risultano positivi o alterati nei valori, si avvia la seconda tappa.

Recentemente è stata presentata la possibilità di effettuare la ricerca della anti-tTG nella saliva. E’ sopratutto indicata nei bambini per evitare il prelievo ma qualora i valori risultassero  alterati è necessario sottoporsi a gastroscopia.

2. esame bioptico: è necessario fare una endoscopia con biopsia del piccolo intestino.E’ un esame abbastanza invasivo pertanto è possibile scegliere di eseguirlo in anestesia totale  o in  anestesia locale (masticando una caramella o utilizzando uno spray).

Con la biopsia intestinale, esame definitivo per la diagnosi, viene

prelevato un piccolo frammento di mucosa intestinale, e successivamente esaminato al microscopio (esame istologico). L’esame istologico mette in evidenza, nel celiaco a dieta libera, la pressoché totale scomparsa dei villi intestinali con ipertrofia delle cripte e l’aumento dei linfociti intraepiteliali. Definita dal medico: mucosa piatta!

La scomparsa della sintomatologia clinica, associata al riscontro di normalizzazione della mucosa intestinale a livello bioptico (dopo almeno 12 mesi di dieta aglutinata) fornisce conferma della correttezza della diagnosi.

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19 Settembre 2005

Un passo indietro!!!

Quadritos Qui avevamo parlato della Schar e qui avevamo parlato di Alimenta 2000 srl ringraziandole per la loro attenzione non solo al senza glutine ma anche alla qualità nutrizionale dei nostri prodotti dieterapici. In particolare avevamo sottolineato il loro impegno nel sostituire i grassi idrogenati nella composizione di alcuni prodotti. La Schar sembra però averci ripensato… Quadritos, wafer al cacao ricoperti di cioccolato fondente senza glutine, nuovo nato in casa Schar, ha tra gli ingredienti: olio vegetale idrogenato!

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18 Settembre 2005

Celiaci si nasce o si diventa?

Babbo No, non si nasce celiaci.

Si nasce con una predisposizione genetica a diventare celiaci. La predisposizione genetica è legata al complesso maggiore di istocompatibilità o HLA, in particolare alla combinazione allelica HLA-DQ2 e HLA-DQ8. Non sempre da un genitore celiaco nasce un bambino celiaco. Infatti tra i parenti di primo grado (genitori, figli e fratelli) dei celiaci la possibilità di avere la malattia è compresa tra il 10 e il 20%. Da notare che questa condizione colpisce più spesso le femmine dei maschi (1).

Questa predisposizione, di tipo genetico, si realizza dal momento in cui il soggetto predisposto entra in contatto con il glutine fino al momento in cui si verificano le tipiche lesioni intestinali. Il tempo che intercorre varia da alcune settimane a molti anni. La lunghezza di questo intervallo di tempo dipende da fattori finora sconosciuti. Un soggetto celiaco, cioè intollerante al glutine, rimane tale per tutta la vita. Guarisce completamente da tutti i suoi disturbi se attua una dieta rigorosamente gluten-free, ma i sintomi tipici ritornano quando ingerisce nuovamente glutine.

Approfondimenti: 1 - 2

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